Bruno Munari “incontra” Maria Montessori

Bruno Munari (1907-1998) è stato un grande artista, design e scrittore del XX secolo. I suoi contributi sono stati tanti, in diversi ambiti (grafica, scrittura, didattica, scultura…).

Questo grande artista ha messo in atto una rivoluzione, non solo nell’arte ma anche nell’editoria, focalizzando l’attenzione su diversi aspetti come il movimento, la luce, la creatività e la fantasia.

Cos’hanno in comune Montessori e Munari?

Ciò che accomuna Montessori e Munari sono principalmente due elementi:

  • Il tatto.

A tal proposito Munari scriveva:

“Ritroviamo il piacere del tatto”,

invece, Montessori, considerava la mano come:

l’organo dell’intelligenza dell’uomo”.

Il tatto, sia per Munari che per Montessori, riveste un ruolo fondamentale nello sviluppo. Infatti, “il tocco” sulla “pelle delle cose” permette: la conoscenza di un oggetto, la stimolazione della memoria muscolare, l’esplorazione dell’ambiente in maniera diretta, ma anche di apprezzare (o non) l’oggetto che si sta toccando. Ogni cosa, infatti, si presenta alla mano con sensazioni precise…

  • La libertà. Sia Montessori che Munari parlano di un’educazione creativa “alla libertà” (per approfondire il concetto di libertà nel Metodo Montessori, clicca qui).

Per comprendere meglio questi due concetti, vi consiglio un libro da leggere: “Fantasia”, di Bruno Munari. In questo libro vengono analizzate le facoltà umane come ad esempio la creatività, la fantasia, l’immaginazione…

In particolar modo, Munari, si sofferma sulla creatività spiegando che ne esistono diverse definizioni e considerandola come qualcosa “che prima non c’era, ma che è realizzabile”. Inoltre, secondo Munari, alla base della creatività c’è sempre la conoscenza, perché chi crea rielabora ciò che ha visto, ma in modi diversi…

Inoltre, Munari spiega anche delle tecniche da mettere in pratica, come il cambio di colore, per creare qualcosa di nuovo e delle tecniche da poter usare con i bambini. Questo, per farci riflettere su cosa l’uomo sia “potenzialmente” capace di fare.

E ora…

Ogni libro è letto, ma ogni letto non è anche un libro.”

(Bruno Munari)

Un po’ di consigli sui libri per bambini:

  1. I prelibri (pubblicati per la prima volta nel 1980) sono una raccolta di 12 libretti. Munari, li ideò così piccoli proprio per i bambini al di sotto dei 3 anni (in modo da adattarli alla grandezza delle loro manine). I prelibi sono stati creati, utilizzando diversi materiali, colori e rilegature. Grazie a queste caratteristiche, offrono stimoli, sensazioni ed emozioni, grazie all’accostamento di percezioni e immagini. Secondo Munari: “dovrebbero dare la sensazione che i libri siano effettivamente fatti in questo modo, e che contengano sorprese. La cultura deriva in effetti dalle sorprese, ossia cose prima sconosciute.”
  2. I libri illeggibili, i primi risalgono al 1949. Le parole spariscono e lasciano spazio alla fantasia. Sfogliando le pagine che sono ricche di spunti come carta di colore diverso, fori, fili, ecc.. il bambino “immagina” che la storia continui, come la sua “mente” suggerisce! 🙂
  1. Abecedario di Munari, 1942;
  2. L’uomo del camion, 1945; 
  3. Toc toc;
  4. Il prestigiatore verde;
  5. Gigi cerca il suo berretto;
  6. L’alfabetiere, 1960; 
  7. Rose nell’insalata, 1974; 
  8. Disegnare un albero, 1977; 
  9. Disegnare il sole, 1980; 
  10. Cappuccetto Rosso Verde Giallo Blu e Bianco, 1981;
  11. Tantagente, 1983; 
  12. La favola delle favole, 1994;
  13. Buona notte a tutti – Corraini, 1997.
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