“L’ascolto attivo” di Thomas Gordon

Così come Maria Montessori, anche Thomas Gordon ci parla di auto-educazione, ossia un individuo che riesce a “gestire” da solo la sua formazione.

Quindi, l’insegnante ed il genitore dovrebbero imparare a sentirsi meno guida e ad ascoltare di più, in modo da promuovere i bisogni e i desideri del bambino, garantendo la libertà di agire.

Secondo T. Gordon:

“Ognuno apprende facendo”.

L’educazione dovrebbe andare dall’esterno verso l’interno, questo perchè il bambino apprende in maniera attiva e dinamica attraverso l’esperienza diretta sull’ambiente. Così come per M. Montessori, anche per T. Gordon, bisogna partire dai genitori poiché, nonostante il bambino sia capace di auto-educarsi, necessita di persone che garantiscano lui la libertà, la comprensione, la cooperazione, l’empatia e che non impongano limitazioni o ostacoli nella sua crescita e apprendimento, che gli diano fiducia, stima, rispetto.

Purtroppo, spesso ed inconsapevolmente, sono i genitori che provocano delle regressioni:

“feriscono il loro orgoglio, sbriciolano la loro sicurezza, reprimono la loro creatività, opprimono la loro vitalità, sprecano il loro affetto.”

(T. Gordon)

Il rapporto che l’adulto (e l’insegnante) instaura con il bambino è di fondamentale importanza, perché va ad intaccare ed influenzare la sua formazione e il suo apprendimento.

Scrive T. Gordon:

“Sembra che ciò dipenda dal modo in cui parlano con loro, dal modo in cui reagiscono ai conflitti quotidiani, dal modo in cui impongono la disciplina e dal modo in cui inculcano in loro i propri valori morali ricorrendo al potere e all’autorità.”

Thomas Gordon pensò di creare un vero e proprio programma educativo (PET: Parent Effectiveness Training) per preparare i genitori e poi gli insegnanti all’educazione dei propri figli. Con questo programma Gordon sostiene che il genitore può stimolare lo sviluppo, della libertà e della disciplina, accettando l’individuo e il suo volere di auto-realizzarsi. È bene che egli promuova la creatività, l’espressione spontanea, l’empatia, la possibilità di apprendere facendo esperienza diretta sull’ambiente, la bontà e l’onestà. Per fare in modo che tutto ciò diventi realtà è necessario che la famiglia, così come la scuola, mettano in atto “l’ascolto attivo”.

“Quando si diventa genitori, accade un fatto strano e malaugurato. Si comincia ad assumere un ruolo, a recitare una parte, dimenticando di essere una persona. […] Si pensa di dover indossare la tonaca del genitore. […] Si assumono certi comportamenti perché si crede che i genitori debbano comportarsi così.”

(T. Gordon)

Indubbiamente i genitori hanno grosse difficoltà quando nasce un figlio: paura di sbagliare, senso di totale responsabilità, senso di ansia e di angoscia generale sono quelli più comuni. L’errore, si verifica, quando si annullano come persone e si sentono degli “dèi” capaci di rispondere ad ogni domanda che gli viene posta.

Il genitore deve ben comprendere che egli è innanzitutto una persona dotata ancora di personalità e libertà (concetti che sembrano annullarsi per i genitori quando nasce un figlio). Secondo Gordon questo è l’errore più grave.

“Dimenticare la propria umanità è il più grave errore di chi diventa genitore”.

Non c’è bisogno di essere attori o fingere di provare sentimenti (quando in realtà sono fittizi). Incongruenza, incoerenza, falsa accettazione sono tutti atteggiamenti da evitare. Per cui i genitori potrebbero evitare la nascita di conflitti nei figli, cambiando il loro atteggiamento.

Non è bene rispondere sempre alle domande dei figli (anche perché non è detto che gli adulti possano avere sempre la risposta). Secondo Gordon, bisogna incoraggiarli ad assumersi:

“la responsabilità di trovare soluzioni personali ai propri problemi.”

L’ascolto attivo” dovrebbe essere applicato sia nelle famiglie che nelle scuole, poiché eviterebbe tanti sensi di colpa da parte dei genitori e degli insegnanti e mancanza di accettazione da parte dei figli. Bisognerebbe dedicare e dare loro tempo; avere pazienza e non opporsi al loro fare.


N.B.

Le citazioni sono tratte dal libro di Thomas Gordon, Genitori efficaci, edizioni la meridiana, Molfetta, giugno 2015.

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