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	<title>infanzia Archivi - CosmoMontessori</title>
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	<title>infanzia Archivi - CosmoMontessori</title>
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		<title>Segni invisibili: l’impatto delle parole sui bambini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2025 13:03:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Segni invisibili: l’Impatto delle parole sui bambini Tutti noi, ripensando alla nostra infanzia, possiamo ricordare un momento in cui ci siamo sentiti feriti da un adulto: un insegnante, un genitore, un educatore&#8230; Una frase di troppo, un rimprovero ingiusto, un tono di voce troppo alto. Piccoli episodi che, nel tempo, possono lasciare tracce profonde. Quel [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Segni invisibili: l’Impatto delle parole sui bambini</h2>



<p>Tutti noi, ripensando alla nostra infanzia, possiamo ricordare un momento in cui ci siamo sentiti feriti da un adulto: un insegnante, un genitore, un educatore&#8230;</p>



<p>Una frase di troppo, un rimprovero ingiusto, un tono di voce troppo alto. Piccoli episodi che, nel tempo, possono lasciare tracce profonde.</p>



<p>Quel ricordo, a distanza di anni, può emergere sotto forma di indifferenza o di rabbia, ma rimane inciso nella memoria perché, nel nostro “noi bambino”, ha segnato qualcosa. Il respiro che si fa più corto, il battito del cuore che accelera, le mani che tremano. Sensazioni fisiche che raccontano un cambiamento interiore, una ferita emotiva che fatica a rimarginarsi.</p>



<p>Ricordo ancora la “me bambina” che, con il cuore in gola, cercava di recitare una poesia a memoria. Il vuoto, l’imbarazzo, lo sguardo severo dell’insegnante e poi il rimprovero. Quel giorno qualcosa dentro di me si è spezzato. L’insicurezza ha iniziato a insinuarsi nei miei pensieri, rendendo più difficili lo studio, i compiti, la scuola&#8230;</p>



<p>Il peso di quell’esperienza si è trascinato negli anni, creando blocchi e fragilità che ho dovuto affrontare con tanto impegno e forza di volontà. Alcuni li ho superati, altri ancora fanno parte di me.</p>



<p>Oggi, fortunatamente, molti insegnanti sono più attenti alle parole che usano. Sanno quanto sia importante dosare i toni, rispettare i tempi di ogni bambino, costruire un ambiente di apprendimento sereno e inclusivo. Eppure, nonostante la buona volontà, può capitare che un bambino si senta comunque ferito. Perché le parole non sono solo suoni: portano con sé significati, emozioni, pesi che possono essere percepiti in modo diverso da chi le riceve.</p>



<p>Ecco perché <strong>osservare </strong>è fondamentale. Un adulto attento sa cogliere quei piccoli segnali che raccontano un disagio: uno sguardo abbassato, un’esitazione, un silenzio improvviso. Stimolare il dialogo, creare un clima di fiducia e apertura permette di affrontare insieme quei momenti in cui una parola può diventare un macigno. Perché crescere <strong>non </strong>significa &#8220;non cadere mai&#8221;, ma sapere che c’è qualcuno pronto a tenderti una mano per aiutarti a rialzarti.</p>



<p>Ci sono stati episodi significativi nella tua infanzia? </p>



<p>Condividili nei commenti o in privato. 🙂 </p>



<p>Alla prossima ed un caro saluto da&nbsp;<strong><a href="https://cosmomontessori.com/info/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CosmoMontessori!&nbsp;</a></strong></p>



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		<title>Memory of a child….</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2022 17:32:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Memory of a child…. Some of the effects of the pandemic on childhood N.B. QUESTO ARTICOLO È STATO PUBBLICATO ED HA FATTO PARTE DI UNA CONFERENZA INTERNAZIONALE (6TH INTERDISCIPLINARY INTERNATIONAL CONFERENCE-UNICART). Si ringraziano: i partecipanti al sondaggio, coloro i quali mi hanno sostenuta ed, in particolare, la piccola E. e la sua famiglia. Abstract: Working [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-center"><strong>Memory of a child….</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Some of the effects of the pandemic on childhood</strong></p>



<p class="has-text-align-center">N.B. QUESTO ARTICOLO È STATO PUBBLICATO ED HA FATTO PARTE DI UNA CONFERENZA INTERNAZIONALE (6TH INTERDISCIPLINARY INTERNATIONAL CONFERENCE-UNICART).</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Si ringraziano: i partecipanti al sondaggio, coloro i quali mi hanno sostenuta ed, in particolare,  la piccola E. e la sua famiglia. </strong></p>



<p></p>



<p><strong>Abstract</strong>: Working in preschool, I thought I&#8217;d write an article dedicated to the effects of the pandemic, in the short and long term, in children. This is meant to be a “pilot project” thanks to which I created a survey (attended by 40 people) with the intention of better understanding the months of lockdown experienced by families and children. The survey showed that:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>50% of the children had sensed the spread of the virus, helped by their parents who, with simple and precise words, explained to them what was happening.</li><li>42.5% expressed the desire to return to school, after only two weeks from closing;</li><li>Only 1% never wanted it to reopen.</li></ul>



<p>What was most highlighted by the families, as a consequence of the lockdown, was boredom. And it was so, in an era focused on technology and information technology together, that most of them, has allowed an immeasurable use of any electronic tool.</p>



<p>The survey showed that 37.5% of children spent more than three hours per day in front of the TV!</p>



<p>Instead, as regards the use of electronic tools, 27.5% of children have used them for more than three hours!</p>



<p>This has had serious consequences:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>47.5% of children developed an addiction to electronic tools;</li><li>37.5% of them began to be afraid of being alone, as well as moving independently;</li><li>30% of them, instead, suffered a detachment from reality. In fact, the children sought &#8220;reassurance&#8221; in a virtual world</li></ul>



<p>Back at school, despite the initial happiness, the long-term consequences were: fear, nervousness, uncertainty, melancholy…</p>



<p>Personally (being a Montessori teacher) I was able to see how much the abuse of technology is still a predominant consequence in the life of every child.</p>



<p><em>&#8220;Memory of a child&#8230;&#8221;</em> is the testimony written by a mother, who talks about the emotions of her little girl during the lockdown period. I was, and still am today, E.&#8217;s teacher who experienced insecurities and fears during the pandemic but who once returned to the <em>“Children&#8217;s House”<a href="#_ftn1" id="_ftnref1"><strong>[1]</strong></a></em> was reborn! Certainly the memory and the fears of that period remain, but I firmly believe, as Maria Montessori claimed:</p>



<p class="has-text-align-center"><em>&#8220;Our world has been torn apart and now needs to be rebuilt.<a href="#_ftn2" id="_ftnref2"><strong>[2]</strong></a>&#8220;</em></p>



<p><strong>Keyword: </strong>Childhood; Consequences; Pandemic.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Montessori preschools are called this name.</p>



<p><a id="_ftn2" href="#_ftnref2">[2]</a> Maria Montessori, Educazione per un mondo nuovo, Milano, Garzanti, 2000.</p>



<p></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="has-text-align-center"><strong><em>Ricordo di una bambina: alcuni effetti della pandemia sull&#8217;infanzia</em></strong></p>



<p></p>



<ul class="wp-block-list"><li><em>“Dove andiamo E.?”</em></li></ul>



<p>Senza esitazione risponde:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><em>“Voglio andare a vedere il mio asilo”.</em></li></ul>



<p>Ricordo di una bambina è la testimonianza di una mamma che narra le emozioni della piccola “E.” durante il lockdown.</p>



<p>E., fin da piccola è stata una bambina sensibile con “i suoi tempi” di osservazione e di “carburazione”. Molto giudiziosa ed amorevole, con la sua mente aperta, mi ha sempre “illuminata” con i quesiti sul mondo, la morte, la nascita e la vita in tutte le sue forme.</p>



<p>“<em>Quando due anni fa siamo stati travolti da questa pandemia, la prima reazione nostra e di E., è stata di incosciente felicità”.</em></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Ricordo di una bambina… felice ed euforica per il tempo che avrebbe potuto passare con mamma e papà, per giocare e stare con i nonni.</li><li>Ricordo di una bambina…che chiedeva curiosa cosa stessero facendo i compagni, le maestre, i nonni e tutti coloro i quali era legata.</li><li>Ricordo di una bambina…che non riusciva a dare un senso all’impossibilità di uscire dal suo giardino. Quello stesso giardino che: con le sue lucertole, fiori e insetti, in cui i gatti di sempre sonnecchiavano al sole, da cui udiva le voci dei bambini, le faceva capire che erano ancora tutti lì.</li></ul>



<p>E così, all’euforia fece seguito lo smarrimento e la novità di “stare in casa” diventò un’abitudine faticosa. Non è stato facile per E. capire perché all’improvviso il mondo fosse diventato minaccioso e perché di colpo fossero tutti spariti. L’impossibilità di comprendere appieno ciò che accadeva e la sua curiosità per argomenti quali: la morte (complice la perdita della bisnonna), la paura, la solitudine e la frustrazione dati dall’isolamento.</p>



<p>I bambini di fatto sono stati i più colpiti dalla crisi pandemica; volendo capire concretamente le conseguenze ho deciso di creare un sondaggio da sottoporre alle famiglie.</p>



<ol class="wp-block-list" type="1"><li><strong>Il sondaggio: struttura</strong></li></ol>



<p>Il sondaggio è stato creato con Google Forms e comprensivo di nove domande:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>sette domande a risposta multipla;</li><li>due domande a risposta aperta.</li></ul>



<p>Dopo aver generato il link, è stato inviato a genitori di bambini di età compresa tra 1 e 7 anni attraverso i social network, quali Instagram e Facebook e App di messaggistica come WhatsApp e Telegram.</p>



<ol class="wp-block-list" type="1"><li><strong>I Risultati del sondaggio</strong></li></ol>



<p>Le risposte pervenute sono state 40 e da queste è emerso come:</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine1.png" alt="" class="wp-image-3172" width="700" height="395" srcset="https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine1.png 825w, https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine1-300x169.png 300w, https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine1-768x434.png 768w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>



<p>Il 50% dei bambini, già nelle primissime fasi di diffusione del virus, avesse intuito la gravità della situazione.</p>



<p>L’aiuto dei genitori è stato fondamentale, con parole semplici infatti li hanno supportati nella comprensione della situazione che stavano vivendo.</p>



<p>Non è stato facile trovare parole opportune e consone per spiegare ai bambini il virus, così molte famiglie hanno cercato di concretizzarlo come:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Un mostro invisibile;</li><li>Un germe grosso e cattivo;</li><li>Un esserino che se toccato o inspirato poteva causare malessere al nostro corpo.</li></ul>



<p>Purtroppo, il lockdown (imposto a marzo 2020) ha costretto sia le famiglie che hanno deciso di rassicurare i propri figli, sia quelle che hanno preferito tenerli all’oscuro a prendere coscienza della realtà. Quell’ambiente “casa” è diventato la fortezza di ognuno di noi, una protezione dal virus, un “sacrificio” per poter “stare bene” e ritornare presto a scuola. Così in un momento “fertile” di crescita e di interesse, i bambini sono stati costretti a fermarsi e, indirettamente, a rinunciare a momenti di socializzazione, gioco e condivisione. Alla notizia “oggi la scuola rimarrà chiusa” e difronte ai “perché” molte famiglie, come è emerso dal sondaggio, hanno detto semplicemente la verità. Alla chiusura totale delle scuole, inizialmente i bambini erano felici ma ben presto, questa illusione di libertà dai vincoli scolastici si è trasformata in una “prigionia”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="431" src="https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine2-1024x431.png" alt="" class="wp-image-3173" srcset="https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine2-1024x431.png 1024w, https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine2-300x126.png 300w, https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine2-768x323.png 768w, https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine2.png 1308w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Come evidenziato dal grafico:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Il 42,5% aveva il desiderio di ritornare a scuola già dopo poche settimane dal lockdown;</li><li>Per il 27,5% il desiderio di normalità è subentrato nell’immediato;</li><li>Silo 1,1% non ha mai desiderato la riapertura.</li></ul>



<p>Quelle che dovevano essere settimane sono diventati mesi e purtroppo, alcuni di quei bambini che prima frequentavano, ad oggi non sono ancora rientrati a scuola. Possiamo ben capire come, in un’epoca incentrata sulla tecnologia e l’informatica insieme, l’utilizzo della tv e degli strumenti tecnologici sia aumentato in maniera esponenziale. Complice certamente la noia, il nemico più temuto e deleterio che possa esserci nel periodo più importante di crescita del bambino. Infatti, il 37,5% dei bambini ha trascorso più di 3 ore al giorno davanti la tv.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="430" src="https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine3-1024x430.png" alt="" class="wp-image-3174" srcset="https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine3-1024x430.png 1024w, https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine3-300x126.png 300w, https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine3-768x323.png 768w, https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine3.png 1137w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Le conseguenze derivanti dalla pandemia sono state tante, sia a breve che a lungo termine.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="978" height="604" src="https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine4.png" alt="" class="wp-image-3175" srcset="https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine4.png 978w, https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine4-300x185.png 300w, https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine4-768x474.png 768w" sizes="auto, (max-width: 978px) 100vw, 978px" /></figure>



<p>Il nemico maggiore, come accennato in precedenza, è stato per il 45% la noia, voluta colmare dall’utilizzo di strumenti elettronici che però ha provocato, come conseguenza, una forma di dipendenza.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="993" height="450" src="https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine5.png" alt="" class="wp-image-3176" srcset="https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine5.png 993w, https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine5-300x136.png 300w, https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine5-768x348.png 768w" sizes="auto, (max-width: 993px) 100vw, 993px" /></figure>



<p>A queste, segue la paura al 37,5% (bambini hanno iniziato ad avere paura a stare da soli, nonché spostarsi in autonomia) ed il 30% ha subito un distacco dalla realtà. Di fatto, i bambini, hanno cercato una “rassicurazione” in un mondo virtuale.&nbsp;</p>



<p>Seguono con una percentuale più bassa, circa il 10-13%, ma non per questo da sottovalutare, conseguenze come: angoscia; incubi; apatia; disturbi di alimentazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine6-1024x486.png" alt="" class="wp-image-3177" width="825" height="391" srcset="https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine6-1024x486.png 1024w, https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine6-300x143.png 300w, https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine6-768x365.png 768w, https://cosmomontessori.com/wp-content/uploads/2022/09/Immagine6.png 1345w" sizes="auto, (max-width: 825px) 100vw, 825px" /></figure>



<p>Una volta rientrati a scuola il 55% dei bambini erano felici, il 32,5% entusiasta, il 25% timorosi.</p>



<p><strong>2. Nuovi modi di concepire il gioco e il rapporto con l’altro.</strong></p>



<p>Personalmente, (essendo una maestra Montessori) ho constatato quanto l’abuso di tecnologia sia ancora una componente predominante nella vita di ogni bambino. Rientrata a scuola, infatti, ho riscontrato un cambiamento sostanziale in due fattori importanti della realtà infantile:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>IL <strong>GIOCO</strong>: è cambiato il modo in cui esso viene concepito. Se prima del covid i giochi frequenti erano quelli classici (ad es. mamma-figlio, meccanico, gelataio, pizzaiolo…) ad oggi i più ambiti sono far finta di giocare ai videogiochi, “facciamo le tiktoker”, “facciamo una challenge”, oppure “giochiamo a fare le dirette”.</li><li>IL <strong>RAPPORTO CON L’ALTRO</strong>: nel rapportarsi con l’altro i bambini risultano timorosi e diffidenti; raramente si avvicinano ad un nuovo compagno e risultano infastiditi dai colpi di tosse e/o starnuti. Allo stesso tempo nutrono ansia se sono raffreddati e/o stanno male</li></ul>



<p>Indubbio è il fatto che anche i genitori siano stati “travolti” dalla pandemia e che non sia facile eliminare, in maniera repentina, le cattive abitudini; dovrebbero però rendersi conto delle conseguenze che ne possono derivare: alienazione, apatia, competizione, ideali e canoni di bellezza fittizi, atteggiamenti inadatti all’età e al contesto scolastico.</p>



<p>Secondo molti studiosi l’utilizzo di questi strumenti dovrebbe essere difatti vietato ai bambini dai 0 ai 6 anni!</p>



<p>Questo perché, come afferma Maria Montessori, il periodo di “crescenza” è fondamentale, dal momento che il bambino scopre ed esplora il mondo con le proprie mani, con l’utilizzo dei sensi, andando a sviluppare così l’intelligenza e la personalità.</p>



<p>Pensiamo ad un bambino che passeggia guardando il cellulare in mano: tutta l’attenzione sarà canalizzata sullo schermo e non sull’ambiente circostante. Ora, invece, pensiamo ad un bambino che passeggia a piedi, libero: egli avrà modo di fermarsi ad osservare un formicaio, rimarrà meravigliato dei colori del cielo all’imbrunire, oppure andrà a porre l’attenzione su quel fiorellino sbocciato, che il giorno prima era solo un bocciolo!</p>



<p>È perciò l’esperienza, reale e diretta nell’ambiente, a permettere una crescita sana ed equilibrata. I bambini, fino a 4-5 anni non distinguono bene la realtà dalla fantasia<br>(questa fase termina solitamente intorno ai 6 anni). Quindi è il caso di escludere l’utilizzo della tecnologia nella prima fase di crescita, almeno fin quando il bambino non ha raggiunto a pieno il senso di realtà e acquisito la capacità di astrazione.</p>



<p><strong>Conclusioni:</strong></p>



<p>Non è stato facile tornare alla “normalità” dopo la riapertura ma nonostante l’ansia, la paura, l’angoscia per ulteriori chiusure e i protocolli da seguire, siamo stati tutti felici di riprendere in mano la quotidianità che tanto ci è mancata in questi due anni.</p>



<p>La bellezza dei bambini sta nei loro occhi, nella curiosità e nello stupore delle nuove scoperte; ed è proprio con queste emozioni che la piccola E., rientrata nella casa dei bambini, è rinata.</p>



<p>Rinata nel vedersi cresciuta, rispetto ad un lavandino che le sembrava ora più piccolo; è rinata quando con i suoi occhioni, sul ciglio della porta, mi guardava senza sapere cosa fare ed io, amorevolmente (anche se non si poteva) mi sono avvicinata ed eccolo lì…senza nessuna esitazione un abbraccio, forte, avvolgente, pieno di gioia e di timori.</p>



<p>Scrivono Paola Scalari e Francesco Berto:</p>



<p class="has-text-align-center">&#8220;<em>La passione per l&#8217;ignoto vince sulla paura dello sconosciuto quando, fin da piccini, si è sostenuti</em></p>



<p><em>emotivamente ad avventurarsi in inedite esperienze</em>.&#8221;<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a></p>



<p>Certamente il ricordo e le paure di quel periodo permangono, ma credo fermamente, come affermava la stessa Maria Montessori che:</p>



<p class="has-text-align-center"><em>“Il nostro mondo è stato lacerato e ora ha bisogno di essere ricostruito.”<a href="#_ftn2" id="_ftnref2"><strong>[2]</strong></a></em></p>



<p class="has-text-align-right"><em>Dedicato a E., ai miei nipoti ed a tutti i bambini del mondo</em></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Ci tenevo a riportare questa citazione suggerita dalla mamma di E.</p>



<p><a id="_ftn2" href="#_ftnref2">[2]</a> Maria Montessori, Educazione per un mondo nuovo, Milano, Garzanti, 2000.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Fine</strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p></p>



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<p>In seguito alcuni link che potrebbero servirti:</p>



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		<title>Quali libri proporre ai bambini? Storie di fantasia o realtà?</title>
		<link>https://cosmomontessori.com/2021/10/15/quali-libri-proporre-ai-bambini-storie-di-fantasia-o-realta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Oct 2021 15:31:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Genitore]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[fanciullezza]]></category>
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		<category><![CDATA[montessori]]></category>
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		<category><![CDATA[storie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quali libri proporre ai bambini? Storie di fantasia o realtà? Il metodo Montessori predilige (in particolar modo nella fase che va dallo 0 ai 6 anni) la lettura di libri rappresentanti la vita reale. Storie, quindi, che facciano rivivere i momenti della vita quotidiana e immagini che rappresentino l’ambiente circostante. Questo perché, nella prima fase [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Quali libri proporre ai bambini? Storie di fantasia o realtà?</h2>



<p>Il metodo Montessori predilige (in particolar modo nella fase che va dallo 0 ai 6 anni) la lettura di libri rappresentanti la vita reale. Storie, quindi, che facciano rivivere i momenti della vita quotidiana e immagini che rappresentino l’ambiente circostante.</p>



<p>Questo perché, nella prima fase dello sviluppo (0-3 anni), il bambino reputa vero e reale tutto ciò che vede e sente. Come conseguenza crede che esista il “lupo cattivo” e che spider-man sconfigga i “cattivi” saltellando da un palazzo all’altro (con la ragnatela che spunta dal polso)!</p>



<p>A parte la mia severa criticità di sottoporre i libri di fantasia ai bambini al di sotto dei 3 anni, sempre più spesso i concetti di<strong> fantasia e immaginazione</strong> vengono usati come sinonimi.</p>



<p>Questo è un errore!</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>La <strong><u>fantasia</u></strong> appartiene all’adulto, ed è la capacità di inventare immagini, in parte o completamente, diverse dalla realtà.</li>



<li>Per <strong><u>immaginazione</u></strong>, invece, si fa riferimento alla capacità di creare qualcosa di “diverso”, partendo da un’idea reale. &nbsp;Questa capacità viene acquisita dal bambino nel secondo piano di sviluppo, la fase che Montessori definisce: “<strong>fanciullezza</strong>” (6-12 anni).</li>
</ul>



<p>Ecco spiegato perché bisogna proporre al bambino, da 0 a 6 anni, libri rappresentanti la vita reale e non di immaginazione e/o, peggio, di fantasia.</p>
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