Cos’è l’oggetto transizionale?

Il termine si deve al pediatra e psicoanalista Donald W. Winnicott. Con “oggetto transizionale” si fa riferimento ad un oggetto che nel bambino (da 3 a 12 mesi), rappresenta qualcosa che lo “unisce” alla mamma. È il bambino che sceglie l’oggetto; ed intorno ad esso crea un “collegamento” con la mamma (anche se quest’ultima non è presente).

Quali sono gli oggetti transizionali più comuni?

Peluche, copertine, lenzuola, indumenti della mamma…..

Questi si trovano ad assumere un significato affettivo molto intenso, diventando una parte quasi inseparabile per il bambino.

Perché il bambino cerca un oggetto transizionale?

Il bambino, tra i 3 e i 12 mesi, “avverte” un distacco tra lui e la mamma; si rende conto che non sono un tutt’uno come si immaginava e com’erano stati nella fase pre-natale…..

Quest’oggetto, quindi, dà lui sicurezza e lo aiuta ad affrontare meglio il distacco dalla mamma. È sfiorandolo, abbracciandolo, mordendolo che riaffiorano ricordi, odori, momenti sereni, passati insieme a lei… Tant’è che, quando il bambino si stringe al suo orsetto oppure si accarezza il viso con la copertina, sa benissimo che questi oggetti non sono la mamma, anche se egli, paradossalmente, li utilizza considerandoli tale.

Scrive Winnicott nel suo saggio: “Oggetti transizionali e fenomeni transizionali” (1951):

«Ho introdotto i termini di oggetto transizionale e fenomeno transizionale per designare l’area intermedia di esperienza tra il pollice e l’orsacchiotto, l’erotismo orale e la vera relazione d’oggetto».

Quando il bambino “abbandona” l’oggetto transizionale?

L’oggetto transizionale non va eliminato e/o tolto al bambino. Solitamente è il bambino che, progressivamente, non ne sente più il bisogno e lo utilizza sempre meno, fino a non considerarlo più. L’oggetto, lentamente, viene: “relegato nel limbo”.  

A tal proposito Winnicot dichiara:

«gli eroi non muoiono: scompaiono».

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